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Motivazione

La storia di un runner guida

Ci piace sempre ascoltare le storie della nostra community di runner, condividere i loro successi e ispirare altri a intraprendere questo sport.

In questo articolo, Jonatan Orozco condivide con noi la storia di come è diventato un runner guida e di come tutto sia accaduto un po' per caso.

Come hai iniziato a fare il runner guida?

Inizio con una presentazione: mi chiamo Jonatan Orozco e sono un atleta della categoria master europea (atleti di età superiore ai 35 anni). La mia specialità è lo sprint, in particolare i 60 e i 100 metri. Collaboro con il Comité Paralímpico Español (Comitato paralimpico spagnolo), in particolare con la Federación Española de Deportes para Ciegos (Federazione spagnola degli sport per non vedenti) come guida per gli atleti non vedenti.

Mi viene chiesto spesso perché o come ho deciso di diventare un atleta guida.

Stavo studiando le fasi finali della mia formazione come allenatore, quando uno degli insegnanti che avevamo, responsabile della Federación de Ciegos de Atletismo (Federazione di atletica per non vedenti), mi ha incoraggiato ad aiutare i ragazzi della federazione. Così, non ci ho pensato due volte e quando il mio lavoro me lo consentiva aiutavo i ragazzi e le ragazze della scuola con i loro allenamenti.

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Qual è il ruolo del runner guida?

Quando ho iniziato mi sono trovato spaesato, perché non c'è nessuna informazione e nessuno che ti formi per questo ruolo. Ti ritrovi lì con un ragazzo che vuole conquistare il mondo e tu sei legato a lui con un cordoncino, cercando di correre al suo fianco e di aiutarlo. Senza nemmeno accorgertene, mentre corri accanto a lui vivendo un susseguirsi di emozioni metro dopo metro, ti rendi conto che qualsiasi persona fisicamente abile e, nel mio caso, che pratica l'atletica leggera, può aiutare questi atleti a vivere emozioni indimenticabili. Questo è ciò che è successo quando mi sono recato ai Giochi paralimpici di Tokyo 2020.

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Il ruolo della guida è molto importante per un atleta non vedente, perché diventa i suoi occhi dentro e fuori la pista. In gara, il ruolo principale della guida è quello di fare in modo che l'atleta non si accorga di voi, anche se siete legati insieme e separati da soli 30 centimetri di distanza. È fondamentale che la corsa dell'atleta non venga minimamente influenzata, per questo al momento della gara dobbiamo diventare un tutt'uno.

Qual è la tecnica che utilizzate per correre uno accanto all'altro?

Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale agire come uno specchio ad ogni falcata, ma non finisce qui, perché durante la corsa dobbiamo comunicare tra di noi e la guida deve mostrare in quale fase della corsa ci troviamo, se entriamo in una curva, se dobbiamo allungare la falcata o quando stiamo per raggiungere il traguardo, come potete immaginare, questo rilascia adrenalina pura alla massima velocità.

Suggerimenti per guidare la corsa di una persona con disabilità
  • Non dare per scontate conoscenze pregresse

  • Discutere di ciò che si intende fare

  • Ascoltare le emozioni del runner

  • Iniziare lentamente e aumentare gradualmente il ritmo

  • Rispondere allo stile del runner

Consiglieresti ad altri atleti di diventare un runner guida?

La maggior parte di noi guide continua a gareggiare, in misura maggiore o minore, poiché ci viene richiesto di mantenere un alto livello di forma fisica per poter gareggiare come guide, il che implica che in molte occasioni raddoppiamo le sessioni di allenamento e facciamo del lavoro extra senza l'atleta non vedente.

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Senza dubbio, l'esperienza personale e sportiva di condividere e imparare da atleti non vedenti è un motivo sufficiente per incoraggiare ogni atleta che ha la possibilità di aiutare e provare a fare da guida, quindi colgo l'occasione per incoraggiare tutti voi a provarci qualche volta, perché è qualcosa di molto bello da sperimentare durante il vostro percorso di atleti.

Come si diventa un runner guida in Italia?

Chiunque può diventare un runner guida e supportare le persone non vedenti e ipovedenti, ma a seconda del Paese in cui si vive, le regole e i passi da seguire sono diversi. In Italia, purtroppo, c'è una carenza di guide sportive, sebbene siano delle figure estremamente importanti nel mondo dello sport.

Il sito web della FISPES (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) pubblica periodicamente dei bandi per corsi di formazione per guide sportive.

Jonatan ha concluso la stagione partecipando ai Campionati europei, che si sono svolti a settembre a Pescara. Ha ottenuto la medaglia di bronzo nei 100 m, un quarto posto nei 200 m e la medaglia d'argento insieme ai suoi compagni di squadra nella staffetta 4 x 100 m nella categoria master.

Se volete seguire le sue avventure, potete farlo qui, dove condivide tutti i suoi successi personali e il suo lavoro di allenatore e atleta guida.

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