Motivazione

Maratona di Ginevra: una rivincita con Compressport

1. Quest'anno hai incentrato la tua preparazione invernale sulla maratona di Milano, come è stato tornare a preparare una maratona?

Ciao a tutti e grazie per l'accoglienza, come sempre.

Dopo un 2023 altalenante non vedevo l’ora di iniziare la preparazione per una nuova maratona: sono partito più carico del solito ma ho avuto qualche rallentamento dovuto a fastidi muscolari e ai malanni di stagione che mi hanno portato a ridurre gli allenamenti di forza e a cambiare parte del programma. Il percorso d’avvicinamento, però, è stato come sempre impegnativo e appagante; per me questa fase è sempre piacevolmente faticosa, mi accorgo di migliorare quotidianamente ; e il 2024 non ha deluso le aspettative.

2. Poi però la maratona non è andata come speravi, cosa è successo?

Non sempre siamo come vorremmo essere al momento giusto, nonostante le ottime sensazioni e i buoni “numeri” degli allenamenti la giornata si è messa male  già al settimo chilometro, dopo un’illusoria fase iniziale. Mi sono trovato in una di quelle giornate che un maratoneta non vorrebbe mai avere, nemmeno per un allenamento. Gambe vuote, battiti cardiaci alti e respiri dolorosamente corti. Per qualche chilometro (tra il sesto e il quindicesimo) ho pensato al ritiro sforzandomi di rimanere comunque poco sopra il passo previsto per la gara sperando in una crisi passeggera. In questi casi c’è sempre la possibilità che il nostro corpo debba solo scaldarsi bene prima di affrontare  questo genere di sforzo, ma che non abbia veri problemi, spingendosi oltre e obbligandosi ai ritmi per cui ci si è allenati dopo una prima resistenza iniziale potemmo scoprirci in grado di correre come desiderato.

A volte succede, a volte invece no. Milano è stata una giornata No. A questo punto non ho potuto fare altro che mantenere un ritmo costante cercando di concludere la maratona senza infortunarmi e portando a termine un buon allenamento. Il mio umile consiglio è di accettare di spingere il corpo al limite, ma mai oltre. A volte  il limite arriva prima di quello che ci si aspetta.

3. Come hai reagito a questa delusione?

Ovviamente male, quando ci si allena per quattro mesi e poi va storto non riesco a prenderla con filosofia. Sia chiaro che 2h39 in termini assoluti rimane un ottimo risultato, (come lo è arrivare al termine di una maratona con qualsiasi riscontro cronometrico) non vorrei che qualcuno pensasse che io giudichi deludente quel tipo di prestazione cronometrica, ma guardando l’orologio non vedevo la scritta “2h39” ma solo la differenza tra il risultato cercato e quello ottenuto.

Con il passare dei giorni mi sono reso conto che stare a commiserarmi non sarebbe servito a nulla se non a peggiorare il morale, a questo punto l’allenamento non poteva essere scomparso, non scompare a causa di una performance deludente, così come ero sicuro che il percorso d’avvicinamento non aveva avuto problemi. Quando capitano queste cose bisogna rialzarsi subito e ripartire, ho iniziato a ragionare sulle possibilità di provare una seconda gara, mi sono confrontato con Tito Tiberti, il mio allenatore, e abbiamo convenuto che valesse la pena fare un tentativo.
Ci siamo dati due settimane di tempo con una serie di sedute d’allenamento valide anche come test, se avessi concluso il tutto senza problemi, valutandolo di giorno in giorno,  sarebbe stato possibile rimettersi sulla riga di partenza. E così è stato.

4. Perché hai scelto una seconda maratona e come l'hai approcciata?

Ho scelto di correre proprio a Ginevra perché cercavo un percorso che non fosse molto veloce, dove poter correre a sensazione senza pensare al tempo finale, l’approccio è stato senza pressione, non mi sono dato un risultato ipotetico e sapevo che avrei dovuto correre solo per la maggior parte del tempo. è stata una scelta rischiosa, che ha portato a qualche momento di sofferenza in gara ma che era ampiamente previsto. Scegliere di fare una nuova maratona dopo la delusione di una prima è rischioso; non lo consiglio a chi finisce la prima in uno stato di debilitazione intensa o si sfinisce pur di avvicinarsi a quanto programmato.

5. La gara come è stata?

Dura, immaginavo che sarei rimasto solo per buona parte del tempo e così è stato. Il percorso e il pubblico sono stati fantastici: il percorso si snoda nella campagna a est di Ginevra ed è veramente spettacolare: si passa attraverso piccoli paesini dove la gente è in strada per applaudire per poi tornare alle strade più agresti nel silenzio della campagna, da soli coi propri passi.

Dato che non avevo grandi velleità cronometriche ho deciso di fare un test con alcuni prodotti di Compressport: calze, compressori per polpacci e maglietta. Era una prova intensiva, temevo di avere qualche problema ma in realtà la qualità che ho trovato è andata ben oltre le aspettative, non ho mai corso una maratona senza nemmeno una vescica e avere delle calze da polpaccio si è rivelato un toccasana nella prima parte di gara piovosa e ventosa. La maglietta sulle prime mi ha lasciato abbastanza perplesso, bucherellata ma abbastanza compatta temevo si inzuppasse con l’acqua ma appena è uscito un raggio di sole si è asciugata molto velocemente. Tutto il kit è stato una piacevole sorpresa! Per maggiori informazioni sui prodotti Compressport, puoi consultare questo articolo sui migliori accessori del brand da indossare durante le maratone o gli allenamenti.

6. Quali sono i prossimi obiettivi?

Da esperienze come questa si esce fortificati nello spirito ma debilitati nel corpo, lasciamo al secondo lo spazio di recupero necessario a riposare e recuperare davvero tutte le energie spese da gennaio a maggio e poi pensare a ripartire rafforzandomi muscolarmente. Potrei partecipare a qualche Parkrun italiana per godermi l’esperienza e divertirmi un po’! 

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